Durante il IX Congresso Mondiale di musicoterapia realizzato a Washington – USA – nel 1999, il modello Benenzon fu riconosciuto come uno dei cinque modelli più importanti. Il Prof. Benenzon cominciò a sviluppare questo modello nel 1969. Dopo 35 anni di applicazione clinica, formazione e supervisione di un grandissimo numero di musicoterapeuti sparsi in svariati paesi dell’America latina e dell’Europa, continua ancora oggi a strutturarlo ed organizzarlo per dargli una sempre più profonda consistenza scientifica. Il substrato teorico si base sulle idee di autori quali Freud,Jung,Watzlawick, Konrad, Lorenz , Fiorini, Winnicott, tra gli altri, e sugli interessantissimi studi sulla musica e l’oggetto sonoro di P.Schaeffer, C. Sachs, M Shaffer, ed altri riguardanti l’educazione musicale, come Willems, Dalcroze, Kodaly, Orff, Martenot etc.
E’ una psicoterapia non-verbale che utilizza le espressioni corporo-sonoro-non verbali per sviluppare un vincolo relazionale tra il musicopsicoterapeuta e le persone che necessitano del suo aiuto per migliorare la qualità di vita e riabilitarsi e recuperarsi per la società ed anche per produrre cambi socio-culturali-educativi nell’ecosistema ed attuare una prevenzione primaria per la salute comunitaria.
- Anoressia;
- Prevenzione primaria (scuole, ospedali, R.S.A., integrazione edinserimento di minori in contesti scolastici e comunitari );
- Ansia da stress;
- Autismo;
- Alzheimer;
- Bambini prematuri;
- Consapevolezza;
- Deficit attentivi;
- Depressioni;
- Demenze;
- Disabilità motorie;
- Disturbi del comportamento;
- Disturbi dell’umore;
- Dolore cronico;
- Gravidanza, e post-parto;
- Insonnie, iper e parasonnie;
- Iperattività;
- Ipoacusia;
- Parkinson;
- Psicosi e patologie psichiatriche;
- Problematiche emotivo – affettive;
- Sindrome di down;
- Stati vegetativi e Coma.
- Educare o accompagnare il processo di apprendimento?
- Combattere le infermità o offrire i mezzi affinché ognuno sappia come coltivare la propria salute?